6 del mattino

on BLOG, coaching 30 gen, 2014

6 del mattino

Sono più di vent’anni, ormai, che mi sveglio alle 6 del mattino.

Ai tempi del liceo e dell’università, mi piaceva restare a letto nel silenzio della casa, aspettando che un grigiore proveniente dal salone attraversasse la mia porta di vetro. Poi, per dodici anni, alle sei avrebbe suonato la sveglia, se non l’avessi immancabilmente spenta qualche minuto prima.

Oggi la sveglia potrebbe suonare alle sette, ma preferisco alzarmi spontaneamente alle sei: amo quell’ora. Dove abito, alle sei non c’è ancora nessuno per strada, persino il bar è chiuso, tutto dorme, le automobili sono poche, le luci degli appartamenti vicini sono spente. Riesco a ritagliarmi tre quarti d’ora per me, quarantacinque minuti in cui solo la discreta presenza del mio cane e dei miei tre pesci è benvenuta. Mi preparo lentamente il caffè, do la colazione ai miei affettuosi amici, leggo le mail arrivate nella notte e consulto le ultime notizie, tutto nel silenzio, nella penombra, nella solitudine.

L’ansia delle tante cose da fare è lontana. Anzi: a poco a poco do ordine e struttura alla mia giornata e ciò evidentemente allontana lo stress.

Ripenso ad alcuni risvegli memorabili: a fine primavera 2003 a Roma, in un appartamento troppo grande, una domenica mattina in compagnia del forte e inatteso odore della caprese cotta la sera prima. O in campagna, immerso nella nebbia, che non sapevo lasciasse dei pigri brandelli bianchi tra i rami delle querce. O in montagna, dove, dopo una notte insonne e una doccia fredda, dribblai una contadina che voleva parlare (illusa!) e mi immersi nella solitaria esplorazione di stalle abbandonate. Ho così tanti ricordi di quiete legati alle sei del mattino, che in un qualsiasi momento della giornata mi basta pensare al risveglio dell’indomani per riacquistare immediatamente la calma.

Anche voi avete o avete bisogno di un momento così?

Avete mai provato a richiamarlo alla mente? Quale effetto vi dà?

  

  

  

  

  

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