Cambiare lavoro e vita ed il costo di ignorare la propria “vocazione”

on BLOG, career coaching, carriera 29 mag, 2012

Oggi voglio proporvi alcuni brani di un bell’articolo di Eve Siegel sul tema del cambiare lavoro e vita. Preparatevi ad uscire alla luce, ad emergere, a camminare invece di farvi trasportare nel buio dalle scale mobili!

Eve è una collega americana specializzata in life coaching; vi invito a visitare il suo sito www.kailaslifecoaching.com. L’articolo, originariamente redatto per il suo blog, è stato subito adattato per la pubblicazione sul numero di giugno 2011 del mensile di ICF “Coaching Word”. Il testo mi ha molto colpito per la sua umanità e per l’importanza del tema trattato: ascoltare e dare dignità alla propria vocazione, cambiare lavoro ed affrontare i necessari cambiamenti per la propria realizzazione. Ringrazio vivamente Eve, che mi ha concesso il permesso di tradurre il suo post e pubblicarlo qui.

<L’altra sera ho avuto la fantastica esperienza di ascoltare Gregg Levoy, autore di “Callings: Finding and Following an Authentic Life” (ovvero “Le vocazioni: trovare e seguire una vita autentica”) […] Gregg era un giornalista, che ha avuto la “chiamata”, ma, come per la maggioranza delle persone, non ha seguito la sua vocazione fino al giorno in cui la paura è stata superata dal dolore di non farlo.

Nel proprio caso e in quello dei soggetti da lui intervistati, ha notato che più rivendichiamo la nostra vitalità, più aiutiamo gli altri a fare lo stesso. Ma cos’è la vitalità? La vitalità è la nostra energia e la nostra passione a vivere pienamente, a scoprire il nostro scopo personale, a divenire consapevoli dei doni che abbiamo e dobbiamo offrire e non semplicemente trascinarci – nel lavoro, nelle relazioni interpersonali – per la breve durata della nostra vita.

Leggendo dalle ricerche dell’American Medical Association che la maggior parte degli infarti avvengono alle nove del lunedì mattina (quando si torna al lavoro dopo la pausa del fine settimana), Gregg notò che molte persone tornano a un lavoro che non amano, un lavoro che non si armonizza con i loro spiriti, un lavoro che può letteralmente spezzare loro il cuore.

In qualità di coach, chiediamo ai nostri clienti quali paure li tengano bloccati e non gli facciano cambiare lavoro: la perdita di reddito, i giudizi della “gente”, l’assenza di sicurezza nel futuro, la non appartenenza ad un determinato gruppo sociale, la perdita di prestigio? Ma quando diventa troppo alto il costo di ignorare l’anelito di un cambiamento? Quanto bisogna soffrire o ingannare il proprio corpo e il proprio spirito prima di dare ascolto ai propri veri bisogni ed avanzare i primi passi per la liberazione di sé stessi, del proprio lavoro, della propria vita? Quanta sofferenza si causa in chi ci è vicino non dando retta alla propria “chiamata” per una realizzazione professionale e personale? […]

Se i tuoi clienti si sentono al limite della resistenza, a disagio con le proprie carriere nonostante i vantaggi materiali, se è come se procedessero per inerzia, senza esprimere il proprio potenziale, chiedi loro di ascoltare intimamente sé stessi, con intensità. Potranno facilmente sentire una “vocazione” a destarsi e muovere i passi che possano fare la differenza nelle loro vite. Ora!>

Chiudo ripetendo un solo concetto: Gregg si è deciso a cambiare lavoro e vita solo quando la paura di seguire la propria vocazione è stata superata dal dolore di non farlo. Perché aspettare tanto? Perché non rivolgersi subito ad un career coach?

Quali sono le tue paure che ti bloccano? Vogliamo farle diventare le leve del tuo cambiamento?

  

  

  

  

  

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