Cambiare lavoro? Non sempre è la scelta migliore

on BLOG, career coaching, carriera 17 giu, 2013

Cambiare lavoro? Non sempre è la scelta migliore

Il career coach ha la funzione di guidare il cliente nel delicato processo di costruzione della sua carriera ideale e di sviluppo delle competenze e conoscenze richieste nel nuovo ruolo.

Eppure – anche se ciò che sto per scrivere potrebbe sembrare controproducente per un career coach o una contraddizione in termini – non sempre cambiare lavoro è la scelta migliore. Dopo le prime sessioni conoscitive ed esplorative, il coachee ed il career coach potrebbero arrivare alla conclusione che la strada migliore sia valorizzare i lati positivi della pur odiata e frustrante carriera attuale. E ciò potrebbe succedere per una serie di ragioni interne o esterne, che vanno dall’assenza di vera motivazione del cliente ad un suo stato di confusione, dalla penuria di posizioni disponibili a restrizioni di budget o tempo.

Quindi, talvolta si concorda di non cambiare lavoro ma di “lavorare sull’occupazione attuale”, al fine di rendere più accettabile l’esperienza in corso, allontanando lo spettro incombente del burn-out e avviando un processo di costruzione o ricerca di una valida alternativa lavorativa.
Cominciamo dalla base: ogni lavoro, per quanto insoddisfacente, racchiude in sé alcuni indiscutibili vantaggi. Per esempio:

  • la sicurezza economica e psicologica dello stipendio, sul quale fare affidamento e cadenzare i tuoi esborsi;
  • la presenza di “diritti” come le ferie, la tredicesima, le assenze malattia;
  • il versamento di contributi previdenziali;
  • la “prevedibilità” legata alla routine, scadenzata su 8 ore al giorno per 5 giorni la settimana;
  • il far parte di una comunità o organizzazione, che ha una propria individualità e che dà un senso di appartenenza.

Quindi, quando cambiare il lavoro non è un’opzione, il career coach ti può suggerire di cambiare punto di vista sulla tua occupazione, di valorizzare i suddetti “benefici” ed agire. Alcune delle soluzioni più praticabili ed utili sono:

–          proporre qualcosa al tuo capo, senza domandare o attendere. Proporre un nuovo progetto, una nuova mansione, un cambiamento di reparto o funzione…: questo shift può avere effetti molto positivi sulla tua autostima e sull’idea che il capo ha di te;

–          cominciare a lavorare su un progetto o un’attività che ti appassiona prima di chiedere o ottenerne il permesso. Così troverai soddisfazione in ciò che ti interessa e, inoltre, potrai proporre una soluzione alternativa o originale al team di progetto ed aiutare i tuoi colleghi;

–          diventare attivo ed assertivo (su questo punto il tuo coach può esserti estremamente utile) invece di sentirti vittima di problemi o soprusi;

–          cominciare a sognare e “costruire” nel dettaglio il tuo lavoro ideale. Questo esercizio di fantasia è necessario: se cambi lavoro unicamente per scappare, molto verosimilmente ti ritroverai nella medesima condizione in tempi brevi. Senza una nuova e profonda consapevolezza, il rischio è di replicare altrove la stessa situazione!

–          prenderti una vacanza o un periodo di malattia se il tuo stato di salute peggiora.

Quanto e cosa potresti fare per migliorare il tuo lavoro?

Quali di questi suggerimenti puoi applicare da subito?

Chi o cosa potrebbe aiutarti?

  

  

  

  

  

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