Cambiare vita: meglio un career coach che una brutta esperienza!

on BLOG, career coaching, coaching 25 lug, 2012

Il career coaching per cambiare vita

Alcuni anni fa, uno psicologo e formatore con cui avevo stretto amicizia mi disse che l’essere umano non può porsi – e di fatto non si pone – delle domande esistenziali ogni mattina sotto la doccia, altrimenti non potrebbe neanche lontanamente affrontare una “normale” giornata di lavoro e relazioni. E questo non significa assolutamente che la persona sia superficiale.

Ma, al contrario, credo che non sia neanche possibile evitare per tutta la vita i quesiti esistenziali; il rischio è di ridursi a quella macchina prevedibile e gestita solo da influenze esterne, così meravigliosamente descritta da Georges Ivanovič Gurdjieff. Aggiungo a tale proposito che ho l’impressione che una vita in cui queste ”pause esistenziali” siano del tutto assenti sia ciò verso cui la società ed i media vorrebbero spingerci, per ovvie ragioni. Una macchina si prevede e domina facilmente…

Torniamo a noi: in realtà, raramente si vive una vita senza mai affrontare quesiti profondi. Prima o poi arriva il momento in essi affiorano, talvolta persino contro il nostro volere. Il punto negativo è che ciò avviene generalmente in seguito ad una grave malattia, alla morte di un familiare o amico, alla fine di un rapporto sentimentale o di un’amicizia importante, ad una crisi lavorativa o finanziaria, oppure ad un cambiamento esterno (per esempio il pensionamento). In queste occasioni, come se scendessimo da un’automobile dopo un tamponamento, ci fermiamo, ci osserviamo dall’esterno e ci poniamo delle domande esistenziali. È il momento in cui siamo disposti a cambiare vita.

La mia domanda provocatoria è la seguente: perché attendere un evento esterno, perlopiù tragico, per risvegliarsi e prendere in considerazione la possibilità di rivedere le proprie priorità e di cambiare vita? Perché accontentarsi del tran-tran e farsi portare dalla corrente, magari in direzione opposta a quella a noi naturale, solo per pigrizia o paura? Perché dare credito ai modelli e messaggi mediatici che ci vengono propinati, che palesemente non hanno alcun valore e senso?

Un individuo ed una società progrediti anticipano e agevolano le proprie evoluzioni, utilizzando sapientemente e con misura gli strumenti a disposizione. Ciò mi ricorda quanto lessi tempo fa in un libro: il vero successo significa cambiare vita, allineando di proposito e con lucidità ciò che si è con ciò che si vive.

Il career coach offre molti modi per accedere a questo stato di “veglia” e riesce ad adattarli al cliente, a personalizzarli sulla base delle esigenze, della sensibilità e del contesto del coachee. Per esempio, degli esercizi di visualizzazione possono aiutare il cliente ad immaginarsi in un momento futuro e di piena realizzazione e da lì fare chiarezza su ciò che realmente manca, trarre motivazione e costruire a ritroso i passaggi che lo condurranno verso uno stadio di intima e duratura soddisfazione. E, quindi, a cambiare vita realmente.

Operare cambi di prospettiva e punti di vista, talvolta persino rapidi e apparentemente senza senso, possono disorientare il coachee, che, per reazione, abbandona temporaneamente i condizionamenti esterni e trova soluzioni nuove, allineate ai suoi bisogni profondi e veri.

Anche racconti, metafore o esercizi di brainstorming offrono valide possibilità per espandere la propria mente e, conseguentemente, la propria vita.

Quindi, per concludere il post con ironia, mi domando: al fine di cambiare vita nella direzione del proprio successo personale, è meglio un career coach oggi o una crisi domani?

Se lavorassi con un career coach, come riallineeresti la tua vita?

Qual è la distanza tra ciò che sei e ciò che vivi?

Quando ingaggerai un career coach per trovare e costruire la TUA strada lavorativa?

  

  

  

  

  

Leave a Reply