Chto delat’?

on BLOG, coaching 2 dic, 2015

Chto delat'?

Venti giorni fa l’orrore del Bataclan.

Come al solito, preferisco non scrivere d’impulso; in realtà non penso neanche d’impulso. La settimana successiva agli attacchi del 13 novembre più amici hanno tentato di coinvolgermi in dibattiti e commenti a caldo, ed io “ci sono cascato” solo una volta, con una platea estremamente più elevata di me. E mi sono subito pentito. Ma nessuno che mi abbia chiesto cosa pensassi o provassi proprio io, avendo vissuto in Francia, conoscendo Parigi, avendo la famiglia acquisita in Francia, avendo moglie e famiglia acquisita musulmane. No, nessuno. In ogni modo, non avevo e non ho risposte, a parte tanta tristezza.

La domanda che mi pongo è una, che proviene direttamente dai miei lontani anni di studio del russo: chto delat’? Che fare? Come continuare? Come proiettarsi nel futuro come se niente fosse, come se non ci fosse una lezione da imparare? Come evitare di chiedersi cosa fare di diverso e in maniera diversa? Come continuare rapporti con persone che hanno ceduto alla facilità della superficialità, del luogo comune, dell’offesa, dell’odio?

Mi faccio queste domande perché sia per lavoro che nella vita privata cerco sempre feedback, rifletto retrospettivamente su quello che mi succede e questa volta gli scenari sono inquietanti. Non penso a guerre nucleari, ma a molto peggio: mi riferisco all’oblio e al senso di irresponsabilità.

Credo che un’italiana come Valeria (per quanto mitizzata come Valeria) sia riferimento e modello di moralità, impegno civico, studio, sensibilità, modernità, curiosità, bellezza della vita. Mi farebbe piacere – ancora una volta retrospettivamente – pensare tra tanti anni di aver trasmesso il suo esempio ai miei figli. Di più non so dire né pensare.

Chto delat'?

  

  

  

  

  

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