Cicli di vita e di carriera

on BLOG, coaching, sviluppo 3 lug, 2017

Cicli di vita e di carriera

Ne abbiamo parlato varie volte nel blog: la vita moderna non è più lineare, non è più “outside-in” e non permette il raggiungimento di un regime duraturo; i nuovi paradigmi tratteggiano una vita ciclica, con numerose fasi di transizione e sviluppo, improntata all'”inside-out” e allo studio continuo, elemento non più relegato all’infanzia e all’adolescenza.

Il cambiamento fa paura? Oppure è esaltante? Fa sperare? O fa tremare? Ognuno di noi, ognuno dei miei coachee prova qualcosa di diverso, ma ciò che unisce è la certezza che il cambiamento esiste, è inevitabile ed è sempre più massicciamente presente nelle nostre vite.

È ormai possibile immaginare la nostra vita come una serie di capitoli, caratterizzati da una fase di transizione, che segue un periodo di consolidamento e ne precede il successivo. Quando si è nel mezzo di una tale fase di transizione, ci si sente disorientati, talvolta tristi, persino sfiduciati; spesso è questo il momento in cui un coachee si rivolge al coach, che ha il delicato compito di guidare il cliente in un lavoro interno di ricerca di identità e valori, al fine di trasformare l’incertezza in un’occasione di rinnovamento e sviluppo vivificanti. In una fase di transizione ben gestita, si affronta un processo introspettivo, alla scoperta di nuove possibilità, che aggiungano senso e valore alla propria vita, facendo leva sulle esperienze passate, sul proprio “inner self” (da qui l’inside-out a cui mi riferivo all’inizio del post) e sulle proprie ambizioni future. Solo così ci si può preparare a costruire un nuovo pezzo di vita, pronti e desiderosi di guardarsi attorno, di approfondire argomenti nuovi, di immaginare e dare forma al prossimo futuro. In sintesi, per rinnovarsi, bisogna saper costruire un nuovo capitolo di vita “esterno” (ovvero il cambiamento visibile, il risultato finale del ciclo) e riscoprire nuove risorse interne.

Nel mondo di oggi, il segreto di una vita improntata alla resilienza consiste nel sapersi “riciclare”, affrontando ogni nuova fase col necessario disincanto – per abbandonare ciò che non si è o non si vuole più – e con tanta energia ed entusiasmo, per far sì che il prossimo capitolo di vita e di carriera rappresenti la nuova visione di sé, della propria vita e della propria carriera.

D’altronde, escludendo con forza l’ipotesi di una vita guidata dal caso, dagli altri o dagli eventi, ognuno di noi è l’unico soggetto che può aprire delle porte, chiuderne altre, forgiando i prossimi periodi; con tale approccio, è possibile progettare ed inventare i cicli di vita e carriera che si susseguiranno. L’alternativa è che il cambiamento – che comunque avverrà – ci colga impreparati e ci travolga, senza permetterci di “utilizzarlo” e salirci sopra, come farebbe un surfista.

Che idea vi siete fatti a proposito?

Vi sembra un post teorico? Vi assicuro che non lo è: tanti sono i miei coachee che sono riusciti a progettare e a vivere da protagonisti il prossimo cambiamento.

Avete domande, dubbi? Vi serve aiuto?

  

  

  

  

  

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