Coaching e Cross Cultural Management: una pubblicazione

on BLOG, career coaching, coaching 19 feb, 2013

Coaching e Cross Cultural Management: una pubblicazione

Oggi vi parlo della mia pubblicazione su cross cultural management e coaching.

Qualche mese fa si è tenuta a Napoli l’undicesima conferenza annuale dell’International Association of Cross-Cultural Competence and Management (IACCM) presso l’Università degli Studi di Napoli “Parthenope”. In quell’occasione, io e due miei colleghi (Rossella Canestrino e Pierpaolo Magliocca, entrambi economisti e ricercatori universitari) abbiamo presentato un articolo dal titolo “Cross-border knowledge transfer within MNCs: the role of international executives in managing cultural diversities”.

Partendo da un case study relativo alle problematiche di cross cultural management, abbiamo analizzato il fenomeno del “knowledge transfer” (trasferimento di conoscenza), che è strettamente legato alla cultura dei soggetti coinvolti, al contesto in cui avviene l’interazione ed allo stile di management utilizzato. Abbiamo sostenuto e sostanziato l’idea che l’efficacia del trasferimento di conoscenze in un’azienda dipenda dalla capacità del manager di gestire e comprendere membri di culture diverse, superando le barriere culturali e promuovendo un clima di collaborazione, che sia stimolante e non giudicante. Un team cross culturale non può e non deve essere gestito “come se niente fosse, perché tanto lavoriamo tutti per la stessa azienda”, ma necessita di un’accurata preparazione da parte del leader. Ed è mia esperienza personale che non sempre ciò accade.

I manager ed executives ideali per la gestione di progetti e team multiculturali devono essere caratterizzati da larghe vedute, proattività ed è preferibile che abbiano avuto esperienze all’estero, che abbiano contribuito a spezzare la loro “dipendenza” e i loro dogmi sulla propria cultura di partenza. Tali leader sono buoni ascoltatori contestuali e, consapevoli delle problematiche del cross cultural management, non ne minimizzano le complessità ed utilizzano un approccio da coach per facilitare il raggiungimento dei risultati aziendali.

Nel paper abbiamo utilizzato il modello Globe (Global Leadership and Organizational Behaviour Effectiveness Research Program) “contaminandolo” con alcune dimensioni del Cultural Orientations Model TMC (Training Management Corporation). In particolare, abbiamo studiato le seguenti dimensioni, che ci sono sembrate influenzare più di altre lo stile di comunicazione e la propensione dei membri del team a cooperare: Assertività, Collettivismo Istituzionale, Collettivismo di Gruppo e Distanza dal Potere.

Abbiamo confrontato sia le pratiche (“as is”) che i valori (“should be”) di ogni dimensione per ogni Paese coinvolto nel case study. Ogni attributo è stato utilizzato per interpretare e comprendere un determinato aspetto dei problemi riscontrati nel caso e la nostra conclusione è stata che il coach approach è lo stile-chiave per migliorare il trasferimento di conoscenza in un cross cultural team, perché alimenta ed ispira una visione aziendale, sostiene un sano clima aziendale e conferisce empowerment ai membri del team.

La reazione al nostro lavoro da parte della commissione IACCM e degli altri partecipanti alla conferenza è stata molto entusiastica e ci sono pervenute anche delle richieste di pubblicazione del paper in riviste internazionali di cross cultural management.

Le varie domande che ci sono state indirizzate durante il dibattito hanno riguardato anche la differenza tra coaching e mentoring nella gestione di team e progetti cross culturali (tra l’altro, ci aveva preceduto un intervento proprio sul mentoring). Io ed i miei colleghi siamo fermamente convinti che in tale contesto giovi più una competenza, un’attitudine, uno stile da coach che il trasferimento di nozioni ed esperienze tipiche del mentoring.

Se volete avere più informazioni sul paper, non esitate a contattarmi.

  

  

  

  

  

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