Coaching e Microcredito

on BLOG, coaching, sviluppo 18 mar, 2013

 

 

032

Cosa c’entra un post sul microcredito in un blog dedicato al career coaching? Forse niente.

Un paio d’anni fa avevo letto su una rivista francese un articolo sul microcredito e l’argomento mi aveva interessato molto, ma un po’ per pigrizia e un po’ perché “c’è sempre altro da fare”, non mi ero attivato.

Un mesetto fa ricevo una mail da un amico dal titolo “An invite to try lending on Kiva!”. Forse era il momento giusto: mi registro sul sito www.kiva.org, ripeto l’operazione per mia moglie e finalmente ci lanciamo, finanziando alcune micro-imprese agricole africane.

Il microcredito consiste nel credito di piccoli importi necessari allo start up di un’attività imprenditoriale o per affrontare spese non previste, urgenti o, per esempio, legate all’iscrizione ad un corso di studio superiore. Oppure per sostenere donne o intere comunità in difficoltà.

I soggetti non possono accedere al circuito di credito tradizionale perché socialmente o economicamente deboli ed il microcredito riesce a spezzare questo avvitamento profondamente ingiusto, discriminatorio ed antidemocratico, che fa sì che chi non ha garanzie da offrire, non possa avviare delle attività per uscire dal proprio stato di indigenza.

Sia chiaro: non si tratta di beneficenza (altrimenti non starei qui a vantarmene). I soggetti proponenti si impegnano a rimborsare le quote ricevute secondo un calendario molto chiaro e talvolta compensano  persino l’eventuale perdita di valore legata alla svalutazione. Ovviamente non ci sono garanzie per chi presta, ma la parcellizzazione della quota in piccoli importi (per esempio 25$) fa sì che l’esposizione ed il rischio per l’erogatore del credito siano comunque molto limitati.

Perché trovo l’iniziativa degna e perché ne parlo?

Perché – come dicevo prima – il microcredito permette di spezzare un circolo vizioso. Purtroppo, credo che siano ancora pochi i soggetti consapevoli di questa opportunità, che richiede un accesso ad internet o altri servizi non certo alla portata di tutti nei paesi meno sviluppati.

Perché permette di dare un contributo tangibile allo sviluppo di un’idea, allo sviluppo di un’impresa, allo sviluppo di una mentalità imprenditoriale, che va oltre le costrizioni storiche, sessuali e sociali.

Perché il microcredito permette indirettamente lo sviluppo di un modo di vedere sé stessi ed il proprio futuro non come una prosecuzione del passato, ma come un tutto che si può plasmare.

Perché permette di osare e creare.

Perché abbiamo un dovere morale verso Paesi che ancora versano o ancora devono versare o conviene che ancora versino in condizioni di povertà.

Cosa c’entra un post sul microcredito in un blog sul career coaching? Forse si tratta della stessa cosa.

Voi che ne pensate?

  

  

  

  

  

Leave a Reply