Cosa non dire a un colloquio di lavoro

on BLOG, carriera, coaching 3 apr, 2017

Cosa non dire a un colloquio di lavoro

Oggi voglio parlare di colloqui di lavoro, argomento che ricorre frequentemente nei miei percorsi di career coaching, soprattutto con coachee privati. In particolare, mi soffermerò su alcune frasi che possono procurare grossi danni al candidato e che è bene evitare o formulare in maniera corretta e consapevole.

  1. “Mi presento, ho fatto questo, in precedenza ero…”

A causa della tensione e nel tentativo di “prendere la situazione in mano”, spesso si comincia a parlare di sé, ripetendo, tra l’altro, le informazioni già sintetizzate nel curriculum. Errore! Bisogna ascoltare prima di parlare: questa regola non vale solo per i coach, esercitati nella pratica dell’ascolto attivo, ma anche per i candidati a un posto di lavoro. Chi gestisce il colloquio è il valutatore – sia esso un HR o il futuro line manager – e non dargli il giusto spazio o non riconoscerne la leadership può rappresentare un irrimediabile errore iniziale.

  1. “Questo lavoro/questa azienda è il mio sogno da sempre!”

Essere motivati è un bene; essere aperti e positivi anche. Ma dare l’impressione di essere dei fan sfegatati dell’azienda è tanto poco professionale quanto poco credibile. Piuttosto, suggerisco di affermare che, tra le varie opzioni in essere, questa è quella che interessa maggiormente per un paio di motivi specifici. Così, dimostrerete anche di conoscere il contesto in cui vi trovate.

  1. “Mi può descrivere l’azienda?”

Fare domande vaghe e superficiali sull’azienda è controproducente, in quanto questa ignoranza dà come unica impressione al valutatore che si sia arrivati lì per caso. Invece, lo sottolineo, è sempre importante dare l’impressione di aver “studiato” l’azienda in generale ed il ruolo ricercato in particolare ed essere pronti a fare due o tre domande pertinenti e centrate. Il sito web dell’azienda, la sua reputazione, le pagine LinkedIn che ne parlano e la descrizione dei prodotti o servizi offerti permettono ormai di farsi una buona idea dell’azienda in pochi clic.

  1. “Ho lasciato l’azienda precedente perché…”

Prima o poi, questa domanda vi verrà posta: perché ha lasciato il lavoro precedente o ha intenzione di farlo? Rispondere al negativo o in maniera superficiale non giova; piuttosto, descrivi in maniera succinta e dimostrabile gli obiettivi raggiunti e sii convincente sulla tua necessità di portene altri, più aggiornati e sfidanti.

  1. “Quali sono i benefit?”

Ovviamente non penserai mai di fare questa domanda all’inizio del colloquio, ma attenzione al tempismo! Solo dopo aver affrontato i temi dei valori, dell’organizzazione, della quota di mercato, delle dinamiche di business globale, delle skill e delle competenze richieste è possibile prendere in considerazione gli aspetti finanziari e materiali di un’offerta.

  1. “Voglio essere onesto: il mio ex capo era un gran …”

Mai parlare male della precedente azienda, del management e del precedente capo: farlo serve solo a dare la fondata sensazione che, qualora lasciassi l’azienda presso la quale ora stai sostenendo il colloquio, farai lo stesso. Anche se i toni del colloquio sono amichevoli e il clima è di grande apertura, attenzione a non fare apprezzamenti inutili e rancorosi: lealtà, riservatezza e misura prima di tutto. E, comunque sia andata, anche gratitudine per la precedente azienda.

  

  

  

  

  

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