Il career coaching: appropriarsi del gap tra stimolo e risposta

on BLOG, career coaching, coaching 16 ott, 2012

Il career coaching: appropriarsi del gap tra stimolo e risposta

Qualche mese fa mi è capitata una coincidenza tanto strana quanto interessante, che mi ha fatto molto riflettere.

Stavo leggendo con estremo interesse un libro di management, nel quale la proattività veniva definita come il saper gestire scelte anche difficili, diventando padroni del gap che intercorre tra uno stimolo esterno e la nostra reazione. Quella sera stessa assistetti ad una conferenza sul misticismo sufi ed il docente spiegò che le antiche tecniche sufi erano indirizzate a … spezzare l’automatismo tra stimolo e risposta! Il fine era di diventare artefici delle proprie scelte e della propria vita ed assurgere a livelli di coscienza superiori, invece che restare semplici “macchine a reazione”.

Come appare evidente, a distanza di migliaia di anni e in contesti assolutamente diversi, il concetto era assolutamente lo stesso.

Sul momento tale parallelo (anzi, tale sovrapposizione) mi sconcertò non poco: sicuramente non era una mera coincidenza. Poi, riflettendo a freddo sul coaching, sul ruolo e sulla missione del career coach – come li intendo io – capii che la forza e la fortuna del career coaching stanno proprio lì: l’uomo avverte da sempre il bisogno di percorrere una “via” diversa, che non lo faccia sentire come il cane di Pavlov, che non lo faccia sempre e soltanto comportare come in preda ad una trance, ma che lo conduca piuttosto ad uno stato di maggiore padronanza della propria vita e delle proprie scelte.

Mettiamo ora il mistico e il trascendente da parte perché non sarei assolutamente in grado di esprimermi su questi argomenti e perché questo blog concerne il career coaching ed ha, pertanto, altri obiettivi. Spostiamoci quindi sul piano del management e del career coaching.

Ripensando alla definizione di proattività riportata all’inizio del post, posso affermare che personalmente interpreto il coaching e, in particolare, il career coaching come una palestra dove imparare a conoscere, a prevenire e ad appropriarsi delle proprie “reazioni”, dove imparare a costruire il proprio destino mediante scelte consapevoli, dove sperimentare vie alternative, dove effettuare delle scelte comprendendo che lo spazio tra ciò che ci stimola dall’esterno e la nostra risposta è una NOSTRA PROPRIETÁ PRIVATA, in cui possiamo fare accadere quello che desideriamo.

Ciò con il chiaro obiettivo di spezzare ed invertire il circolo vizioso in cui la maggior parte delle persone si trova: un circolo vizioso fatto di frustrazione, di accettazione a testa bassa di scelte altrui, di passività nel farsi condurre, nel subire, nel rimandare, nell’attendere e sperare in cambiamenti facendo però ben poco o nulla affinché avvengano.

Questo non vuol dire che con il career coaching è possibile modificare ogni situazione. Talvolta, qualche elemento della situazione non potrà essere modificato, ma anche accettare rientra nelle scelte a nostra disposizione. Ed accettare ci potrà permettere di non sprecare ulteriori energie e di migliorare nettamente la nostra vita.

Avere degli occhi nuovi, una coscienza nuova, l’aver appreso che la vita è fatta di un equilibrio dinamico di differenti interessi e pulsioni e che noi siamo sempre parte attiva e non passiva della nostra vita ci faranno vivere sorprendentemente meglio.

Come meritano gli Uomini e non le macchine a reazione …

Cosa diventeresti se lo spazio tra stimolo e risposta fosse completamente tuo?

Come cambierebbe la tua vita?

Quali automatismi di oggi ti limitano?

Quali nuovi modi di reagire vorresti instaurare?

  

  

  

  

  

Leave a Reply