Il career coaching nella palestra della vita

on BLOG, career coaching, coaching, successo 26 set, 2012

Il career coaching nella palestra della vita

Siete pronti a sviluppare col coaching i muscoli della volontà come questi bicipiti? Ad ipertrofizzare la vostra attitudine a fare scelte? Buona lettura.

È noto che il coaching moderno deriva dalle tecniche sportive motivazionali che permettono agli atleti di mettersi in contatto col proprio potenziale e superare sé stessi.

Questo preambolo mi serve per introdurre il concetto di “no pain, no gain”, il motto sportivo che sottolinea la necessità del dolore fisico e dello stress per raggiungere l’eccellenza atletica. La teoria sostiene che gli esercizi di muscolazione che non sollecitino i muscoli fino al dolore – ovvero fino alla rottura di alcune fibre muscolari– non sono ipertrofici e, pertanto, sono inutili.

L’approccio del “no pain, no gain”, molto in auge alcune anni fa, è stato poi soppiantato da altre tecniche di bodybuilding, ma resta utile per tracciare un parallelo col coaching non sportivo. Se non c’è impegno e presa di responsabilità (il “pain”), se si tende a fare sempre scelte facili, non c’è risultato, non c’è soddisfazione (il “gain”).Forse non è inutile sottolineare questo concetto: in un’epoca in cui i messaggi più forti e ripetitivi propinano falsi miti a costo zero, il coach va in controtendenza e affianca il cliente in un percorso che non solo è personalissimo, ma richiede impegno, volontà, rischio calcolato e … una dose di dolore.

D’altronde, sono fermamente convinto che raggiungere degli obiettivi omologati e “facili” dia ben poca soddisfazione e che valga la pena di impegnarsi per dei “gain” significativi e di lunga durata. Sarò terra-terra, ma credo che se davvero una sceltacosta poco o èaddirittura gratis, significa che vale poco o niente.

Approfittando di questo post di impronta atletica, mi addentro anche in un’altra metafora sportiva,suggeritami ieri da unmio caro amico, che fa il personal trainer.

Piccola introduzione: gli organi del Golgi sono deputati alla raccolta ed alla trasmissione di dati relativi alla tensione muscolare. Quando i muscoli sono contratti, gli organi del Golgi ne rilevano il grado di tensione, innescando un riflesso che porta al rilasciamento muscolare. Si tratta di un vero e proprio sistema di protezione muscolare al fine di preservare le fibre dai danni da eccessiva contrazione.

Che significa? Quando, durante uno sforzo o un allenamento intenso, il muscolo supera il carico “reputato” massimo dall’organismo, il corpo reagisce mediante gli organi del Golgi riducendo la contrazione stessa. Se in natura ciò ha un chiaro ruolo protettivo, questo fenomeno si comporta come un antagonista dell’allenamento.Però, il mio amico allenatore mi ha spiegato che il segreto di exploits considerati irraggiungibili è proprio qui: mediante la concentrazione,il soggetto può riuscire a “sabotare” questo riflesso condizionato, a bypassare i diktat degli organi del Golgi. A chi si allena anche solo per diletto, sarà capitato sicuramente di riuscire a sollevare pesi doppi rispetto a quelli abituali se spronato ed incoraggiato da un coach che abbia saputo dirigere l’attenzione e la forza di volontà in maniera opportuna.

Ebbene io, in qualità di career coach, lavoroproprio come un saggio allenatore, aiutando il cliente ad imparare a sabotare i propri “organi del Golgi”, che ci vorrebbero sempre al riparo da scelte dolorose o difficili e da carichi pesanti, che ci vorrebbero far rimanere eternamente all’interno dei nostri limiti, inibendo il progresso.Il career coach insegna a guardare all’obiettivo e non alle limitazioni, al successo e non al dolore, verso il futuro e non allo status quo.

Ripeto le domande iniziali: sei pronto ad allenarti col tuo career coach per sviluppare i muscoli della volontà, per ipertrofizzare il tuo coraggio e per costruirti la tua carriera e vita ideali?

Qual è il gain che vuoi ottenere?

A costo di quale pain?

Cosa ti tiene legato al tuo status quo?

  

  

  

  

  

Leave a Reply