Il coaching e la permacultura, ovvero la somma di modesti lavori…

on BLOG, career coaching, coaching, sviluppo 24 giu, 2016

Il coaching e la permacultura, ovvero la somma di modesti lavori...

Da qualche mese sto approfondendo la permacoltura – o, meglio, la permacultura –, che mi interessa ed affascina per il suo approccio etico, sostenibile, olistico, rigoroso e fantasioso all’agricoltura e alla società. Dopo varie letture sulla permacultura, mi sono imbattuto nella seguente frase di uno dei suoi due fondatori, Bill Mollison: “tutti riconosciamo che il nostro lavoro è modesto, ma la somma dei nostri modesti lavori è straordinaria”. Un’affermazione che mi ha molto colpito perché mi sono reso conto che rappresenta esattamente ciò che penso e vivo, e lo esprime in una maniera talmente chiara ed elegante, che sorpassa le mie capacità espressive e di sintesi.

Questa citazione mi risuona dentro perché sono fermamente convinto che il mio lavoro è ben modesto, il mio impatto è ben modesto, la mia vita lo è di gran lunga di più, ma, nonostante tutto, attraverso il coaching, la professione, i rapporti umani, la famiglia, gli studi, gli approfondimenti, mi impegno a migliorarmi, a lasciare un’impronta, a creare un piccolo effetto, che, auspicabilmente, si ingigantisca in altri, a divenire, nello scenario più ambizioso, un modello per qualcuno. E, a ben vedere, il fatto che abbia “scelto” quasi dieci anni fa il coaching e che mi impegni a dare un contributo nelle aziende-clienti nasce proprio dall’esigenza di far parte di quel processo di miglioramento e impegno, sviluppo e modelling, di cui ho più volte parlato nel blog. E, mutatis mutandis, essere da anni un consigliere condominiale, fare il rappresentante della classe di mia figlia ed altre attività – che potrebbero essere in teoria assolutamente eliminate dall’agenda a favore di ritmi di vita più tollerabili – sono un’altra espressione di questa tensione.

Ma, tornando alla permacultura, mi domando: il coaching è davvero una professione ecologica? Sì, lo è. Ecologia, per un corporate coach così come per un life coach e, ancora di più, per un career coach, significa rispettare il coachee, visto come un elemento di un più complesso sistema di relazioni, significa effettuare sempre un check sulle conseguenze che il raggiungimento di un certo obiettivo avrà sul cliente e sul suo contesto più prossimo. Tale verifica è un passo preminente del processo di coaching, in quanto garantisce che un cambiamento, un piano di azioni, un nuovo comportamento siano realmente compatibili con il benessere del coachee, siano in linea con i suoi valori di riferimento, le sue strategie, il suo contesto, la sua sensibilità ed il suo modo di pensare e vivere. Quindi, il coaching come un percorso di crescita, che mira al successo del coachee in un senso ampio, ecologico e sostenibile, appunto.

Pensa ora a un tuo obiettivo. Cosa accadrà se otterrai ciò che desideri?

Come ti sentirai, cosa sperimenterai quando l’obiettivo sarà raggiunto?

Su chi impatterai e in che modo?

Buone vacanze a tutti, ci rivediamo a settembre!

  

  

  

  

  

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