Il Coaching nella Flexicurity

on BLOG, career coaching, coaching, sviluppo 29 mag, 2014

Il coaching nella flexicurity

Anche queste elezioni sono passate tra continente e quartieri, tra menzogne e minacce, tra Hitler e Stalin, tra spigole e grilli parlanti, tra arresti reali e promesse di processi sommari. Questa campagna elettorale ha avuto come protagonista – a mio avviso – non i politici o i programmi (i programmi?), ma la comunicazione, la cattiva comunicazione, fatta di mistificazione e di uno scaltro utilizzo di sondaggi al fine di influenzare i risultati stessi delle elezioni. Il sondaggio 2.0.

Ma non voglio parlare di ciò; piuttosto di un argomento che fortunatamente ha fatto capolino più volte in questa campagna elettorale: la flexicurity.

Innanzitutto, che significa? Flexicurity è la strategia politica europea avente come obiettivo il miglioramento delle condizioni di sicurezza dei lavoratori, in un mercato caratterizzato da una crescente flessibilità. Significa quadrare il cerchio, assicurando ai cittadini dell’Unione Europea un elevato livello di sicurezza lavorativa in un contesto economico in rapido cambiamento, aiutandoli a trovare un’occupazione degna e motivante e con prospettive di carriera in ogni fase della loro vita attiva.

La flexicurity quindi aiuta lavoratori e datori di lavoro nel cogliere i vantaggi e le opportunità che la globalizzazione presenta; essa vuole creare quindi un circolo virtuoso in cui sicurezza e flessibilità si rafforzano reciprocamente. La flexicurity è pertanto un concetto che implicitamente rappresenta, promuove e richiede uno shift culturale.

In questo nuovo contesto il coaching e ancor più il career coaching vedono il loro massimo utilizzo: infatti se la flexicurity viene definita come una strategia politica, nella sua applicazione ha bisogno di strumenti e percorsi concreti e personalizzati e di professionisti formati ad hoc. Team di coach, formatori ed esperti in risorse umane devono dare vita ai piani strategici della flexicurity, offrendo servizi di formazione e accompagnamento personalizzati, come già avviene con enorme successo nei Paesi del Nord Europa. Paesi caratterizzati, però, da un rapporto tra numero di funzionari dedicati a tali compiti e numero di disoccupati anche dieci volte superiore a quello italiano.

Con un’efficace implementazione della flexicurity si riuscirà non solo a dare speranza e lavoro, ma anche a fare avvenire “dal basso” quel necessario cambiamento di visione dell’Europa, della globalizzazione e della flessibilità, da nemiche a foriere di opportunità, evoluzione e libertà.

Io ci credo.

  

  

  

  

  

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