Il successo al colloquio di lavoro

on BLOG, career coaching, carriera, coaching, successo 1 mag, 2017

Il successo al colloquio di lavoro

Alcuni lettori del blog mi hanno chiesto di continuare sul tema del precedente post “Cosa non dire a un colloquio di lavoro“; così ho stilato una lista di comportamenti altamente apprezzati dai selezionatori. I seguenti spunti – tutti veri e tratti da case study dei settori del coaching e della selezione del personale – portano al successo del candidato se e solo se egli dimostra di vivere realmente tali atteggiamenti, senza recitare al solo fine di essere assunto. Piuttosto che una lista di “cose da dire e da fare”, quindi, si tratta di esempi di comportamento reale, che viene cercato e valorizzato dalla maggioranza delle aziende, e a cui ispirarsi.

  • In caso di iter di selezione molto strutturati, affermare che, indipendentemente dall’esito, l’aver interagito con dipendenti di aree diverse e visto vari aspetti dell’azienda ha giovato all’accrescimento della propria visione del mondo aziendale. Ciò dimostra un ascolto attivo – argomento già trattato nel post citato e in altri miei articoli del blog –, capacità ed interesse a comprendere il contesto in cui ci si trova.
  • A colloquio molto avanzato e dopo una serie di domande idonee e profonde, affermare che l’azienda soddisfa le proprie aspettative professionali e rappresenta un modello interessante di organizzazione. Se questa osservazione è fatta al termine di un colloquio molto ben gestito, è probabile che venga vissuta dal valutatore come una conferma che i valori cardine dell’azienda e quelli ricercati dal candidato coincidono realmente.
  • In caso di aziende multinazionali o con grande esposizione verso i mercati esteri, illustrare con esempi pratici (un viaggio, un’esperienza all’estero, un Erasmus, corsi di lingua straniera, ecc.) come si alimenta il proprio interesse verso le esperienze multiculturali. Allo stesso modo, è molto probabile che siffatte aziende siano soggette a frequenti e rapidi cambiamenti organizzativi; pertanto, dimostrare con fatti ed esempi concreti di essere intrinsecamente flessibili porterà a un giudizio positivo del candidato, visto come un soggetto che accoglie il cambiamento come un’opportunità. Entrambi gli atteggiamenti confortano il valutatore sul fatto che il candidato potrebbe vivere bene in quella determinata azienda.
  • In caso di aziende molto conosciute, leader di mercato o di brand molto forti, sottolineare l’orgoglio che si proverebbe a lavorare in un tale contesto può essere una carta a favore, se giocata senza eccessi, né adulazione. Infatti, orgoglio e fedeltà sono due valori aziendali sempre più richiesti nel mondo corporate, spesso però solo nominati dai candidati, che, una volta assunti, restano distaccati e distanti.
  • Soprattutto in aziende giovani o in fase di rapido sviluppo, interessarsi al futuro che si intende dare all’azienda e mostrarsi genuinamente interessati a partecipare e contribuire ad esso. In tal modo, si dimostra fiducia nell’azienda e la presenza di uno spirito imprenditoriale, ormai sinonimi di forza e fedeltà, se gestiti bene e con coerenza dal datore di lavoro.
  • In caso di una posizione di provenienza non junior, sintetizzare il proprio stile di management e illustrarne gli effetti sulle proprie équipe. Ormai, ogni azienda cerca manager che abbiano a cuore lo sviluppo dei propri team e dei dipendenti ad alto potenziale; se si riesce a dimostrare di possedere questa mentalità, il valutatore non potrà non pensare di utilizzarla per far crescere il business.

Allora, siete ormai pronti per un colloquio di lavoro?

Avete altri dubbi? Non esitate a contattarmi.

  

  

  

  

  

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