Il successo è un piano di azioni

on BLOG, coaching, successo 3 mag, 2012

Il risultato pratico di una sessione di coaching è sempre un action plan, generato dal coachee e verso il quale il coachee stesso si impegna. Questa è una delle maggiori sfide del coach, ma anche ciò che fa veramente procedere il cliente verso la propria méta, ovvero verso il proprio successo.

Sia che si sia pianificata una strategia o una mossa tattica, un comportamento o un cambiamento, un’alleanza o una semplice azione, il prodotto di una sessione di coaching è una lista di azioni specifiche, misurabili, fattibili, realistiche e scadenzate.

Perché la centralità degli action plan? Vi sono numerose spiegazioni; ve ne elenco alcune:

  • il coaching è una disciplina americana, che necessariamente porta con sé l’etica del lavoro di stampo puritano. Senza entrare in disquisizioni sociologiche, potremmo dire che l’“homo faber fortunae suae”( anche se non è propriamente inglese …) ha bisogno di mappe, costanza, ordine e rigore per avere successo. Tutti questi elementi costituiscono o sono agevolati da un action plan;
  • persino uomini di azienda esperti nell’organizzazione e nella gestione di progetti, una volta confrontati con problemi privati perdono la lucidità che possiedono nel contesto professionale. Da qui, la necessità di ricordare loro l’utilità di un piano chiaro e diretto verso l’obiettivo anche in ambito non lavorativo;
  • la pianificazione di un piano di azioni avvicina il cliente alla propria vision, rendendola quasi reale ed ispirandogli coraggio e fiducia. Di fatto, si allontanano gran parte dei timori legati all’ignoto e talvolta i coachee chiedono di simulare ciò che potrà accadere (una telefonata, una riunione, un discorso, una presentazione …), aumentando l’autostima e la fiducia in sé;
  • le azioni sono per definizioni contrarie a schemi di inattività o procrastinazione, generalmente alla base dell’insoddisfazione o della frustrazione del cliente;
  • un piano di azione rende responsabile il cliente degli esiti di successo ma persino di eventuali ritardi o inadempienze. Una sessione di coaching non si trasformerà in nessun caso in un processo (tipo: “ogni azione che hai pianificato sarà utilizzata contro di te”), ma d’altro canto il coach deve mostrarsi esigente e pronto a cambiare stile, se ciò che viene concordato viene trascurato sistematicamente;
  • un piano di azioni efficace contempla anche l’analisi dei possibili ostacoli, delle alleanze disponibili e delle eventuali azioni di ripiego. Ciò non per dare la fallace impressione che tutto sia prevedibile o analizzabile, ma per accrescere l’elasticità mentale del coachee, per opporsi a schemi di sfiducia e resa e per assumere un atteggiamento vincente;
  • il pianificare – e non solo il mero e talvolta improduttivo desiderare e fantasticare – è una vera e propria competenza della cultura del successo, che il coachee apprende sulla propria pelle e in cui diventa rapidamente autonomo.

Un ottimo career coach non si limita solo a “far partorire” un piano di azioni, ma spinge il coachee a riassumerlo, a sintetizzarlo, al fine di accrescerne il senso di “proprietà”, responsabilità e soddisfazione. Così, un piano di azioni ben progettato alimenta il circolo virtuoso della motivazione, che è composto da sfide, azioni, successi, riconoscimento e desiderio di raggiungere standard più elevati. E da qui: una nuova sfida, un nuovo successo …

Sei pronto a stilare il tuo piano di azioni e ad impegnarti per il successo?

  

  

  

  

  

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