Il Turbo-coach

on BLOG, coaching, successo 4 ott, 2013

Il Turbo-coach

La settimana scorsa, su “consiglio” di mia figlia, ho visto al cinema “Turbo”, il nuovo film di animazione Dreamworks. Dopo più di un quarto di secolo, mi sono ritrovato al cinema a vedere un cartone animato, di cui, tra l’altro, in precedenza non avevo letto nulla.

Mettendo da parte preconcetti e atteggiamenti di indulgenza, ho deciso di immergermi per un’ora e mezzo nella storia. E subito Turbo si è rivelata una chiarissima metafora per coach: cosa c’è di più ottimistico e didattico di una lumaca che desidera vincere una gara automobilistica? Per giunta riuscendovi?

Turbo è una storia sull’importanza di sognare, di puntare in alto, di non arrendersi e di vincere. A inizio film, la lumaca viene allontanata dal suo gruppo originario, che bolla di follia il suo pericoloso anelito di velocità, che si oppone radicalmente alla massima “chi non risica, rosica”. Fa ridere, vero? Quando sono delle lumache a dirlo, senz’altro sì, ma se pensiamo che la maggioranza delle persone imposta la propria vita su questo principio…

Turbo non si fa scoraggiare dal mobbing subìto e continua ad alimentare il proprio sogno, sostenuto da una filosofia di vita ben diversa, ripetuta incessantemente da un pilota francese: “Nessun sogno è troppo grande, nessun sognatore è troppo piccolo”.

E forse proprio grazie alla sua ambizione e alla sua vision, la lumaca subisce un incidente (ricordate “dalla fortuna può nascere la sfortuna” di qualche mio post fa?), che la rende velocissima, al punto da permetterle di superare le prove di ammissione ad Indianapolis. Ormai Turbo ha anche cambiato amicizie ed è perfettamente integrato in un affiatato gruppo di lumache patite della velocità e delle acrobazie.

Così, arrivato il giorno della gara, Turbo inizia a gareggiare, ma dopo alcuni giri si fa sopraffare dal senso di fallimento rispetto ad automobili magari più lente, ma “nate” per la corsa. E quale incoraggiamento gli permetterà di ripartire e vincere la gara? Un bellissimo “sii lumaca”, ovvero resta te stesso, non dimenticare ciò che ti rende unico e le tue origini, non emulare le automobili, ma costruisci la tua vittoria sulla tua diversità.

Il film termina con un sincero “Abbiamo vinto!” alla prima persona plurale, esclamato anche dai tanti che non avevano mai creduto in Turbo, nella sua diversità, nel rischio, nel cambiamento. A conferma che, persino nei cartoni animati, una sfida vinta può rappresentare un trampolino per molti.

Sappiamo bene che la realtà è ben diversa: l’Occidente e ancor più gli Stati Uniti d’America sono spietatamente schierati contro gli illusi e i visionari, emarginandoli, ma mi piace pensare che una nuova generazione potrà/potrebbe adottare comportamenti più aperti, anche grazie a film come questo.

Da uno a dieci, quanto il motto “Nessun sogno è troppo grande, nessun sognatore è troppo piccolo” ti rappresenta?

Qual è stata l’ultima volta che “sei stato lumaca”?

Cosa hai imparato essendolo?

  

  

  

  

  

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