L’assertivita’, non la fuga

on BLOG, coaching 8 ott, 2015

L'assertività, non la fuga

Poco prima delle ferie estive, una mia coachee mi chiede come proteggersi dai tanti commenti negativi, ammonimenti, allarmi che stava ricevendo, perché in procinto di lasciare la provincia e spostarsi a venti chilometri di distanza, nel centro del capoluogo. Il problema vero era che tali “attacchi” provenivano non da amici di amici di amici, conoscenti alla larga, colleghi o vicini di casa, ma dai suoi migliori amici, quelli che aveva scelto, con cui condivideva e aveva condiviso pezzi importanti di vita. L’altro dettaglio era la sproporzione tra la negatività dei messaggi e il fatto in sé, ovvero un trasloco, reversibile, vicino, senza grandi conseguenze.

Ecco, oggi voglio parlare proprio di questo: di questi consigli, commenti, previsioni catastrofiche che ci giungono da ogni dove. Qualche esempio personale? Il mio commercialista che, appena seppe che avrei aperto una partita IVA, mi sconsigliò caldamente, “parlandomi come un padre” della crisi, dell’importanza del posto fisso… Ma non aveva lasciato anche lui vent’anni prima un impiego in banca? Perché parlarmi come un padre se io gli parlavo come un cliente, non come un figlio? Il mese dopo avevo un altro commercialista, lo giuro!

La professoressa delle medie che per strada, un mese fa, mi fa il panegirico degli stipendi bassi ma sicuri, delle ferie e della malattia pagata. I suoi figli? Liberi professionisti.

Mia sorella che mi ricorda che sono un padre e ho degli obblighi verso la mia famiglia e i miei due figli, che non posso essere irresponsabile. No, non le avevo confidato che avrei aperto uno chalet su una spiaggia deserta, ma le avevo descritto un’idea imprenditoriale.

Mi fermo, potrei continuare per un altro paio di pagine.

Quasi tre anni fa avevo trattato un argomento analogo nel post http://www.gianfranconocillacoach.it/ricetta-da-coach-per-cambiare-vita-proteggersi-dalle-persone-negative/#sthash.ynGD34oG.dpbs Oggi sono sempre più convinto che, oltre a cercare di evitare le persone negative (cosa non sempre possibile, come nel caso della mia coachee, trattandosi dei suoi veri amici), l’arma è l’assertività. Sì, io sono molto reattivo verso queste invadenze perché sono depotenzianti, sabotanti, ma soprattutto perché rappresentano un ingresso a gamba tesa in un perimetro che è solo mio.  Quindi, l’assertività, il cortese e fermissimo invito a rispettare scelte ponderate, eventualmente a cambiare discorso. Poi possiamo parlare del perché, della buona fede, della paura per noi, per loro stessi, per altri, della diffusione dell’istituto del consiglio, che raramente è ciò che appare, ma generalmente un atto di disinteresse e protezione di chi lo fornisce. Tutto ciò dopo, se se ne ha la voglia e il tempo, ma sull’istante l’assertività.

“Mio padre in fondo aveva anche ragione

a dir che la pensione è davvero importante,

mia madre non aveva poi sbagliato

a dir che un laureato conta più d’ un cantante…”

Francesco Guccini, ovviamente. “L’avvelenata”, ovviamente.

  

  

  

  

  

Leave a Reply