Scelte nuove e decisive: la sfida e il climax nei racconti per il coaching

on BLOG, career coaching, coaching, racconti per il coaching 18 set, 2012

La sfida e il climax nei racconti per il coaching

In due post precedenti ho parlato della competenza del racconto nel coaching e di come creare un giusto setting della storia. Oggi voglio parlare di altri due elementi fondamentali del racconto, che servono ad attirare l’attenzione dell’ascoltatore e a destare in lui delle emozioni che rimarranno a lungo nella sua memoria: la sfida ed il climax.

Senza una sfida, un interrogativo, una dissonanza, un dilemma, un conflitto, una suspense, la storia non fa presa sul coachee, che di conseguenza non vi si immedesimerà e non vi trarrà il giusto insegnamento per le scelte future. La sfida prepara inoltre il terreno al climax della storia, da cui scaturirà la riflessione o il cambiamento di punto di vista nell’ascoltatore.

Il climax è ben più che una semplice conclusione della storia: è lo strumento che aiuta il coachee a “muoversi”, che lo accompagna in terreni nuovi e inesplorati, grazie al suo forte potere simbolico ed analogico. Il climax, se realistico e sensato, porta l’ascoltatore dall’altra parte della sfida, verso la soluzione, verso scelte decisive e nuove. Sottolineo il concetto di realismo e di sensatezza affinché il coachee possa utilizzare il racconto come una vera possibilità di apprendimento e di sviluppo, senza censurarlo perché troppo immaginario o infantile. Se il racconto è ben progettato e se fino al climax l’ascoltatore può ancora intravedere più conclusioni diverse, il coachee riesce a vivere un’esperienza, con la sensazione che la storia sia assolutamente sensata e sua.

Come già scritto altrove nel blog, il coach termina la narrazione con una pausa di silenzio, lasciando il tempo al coachee di digerire la storia, di ripercorrerla, di trarne i dovuti insegnamenti e di contestualizzarli nella propria vita reale. Solo dopo tale momento di riflessione e creatività, il coach può guidare il cliente mediante delle domande simboliche ed analogiche, che fungano da ponte tra il racconto e la realtà, tra il problema e la soluzione.

Riporto di seguito un racconto molto bello sul potere della motivazione e su come imparare ad affrontare scelte difficili. Il racconto ha un climax ben architettato ed una conclusione veramente poco prevedibile.

Racconto: nelle mani del destino

Un guerriero giapponese riunì il suo esercito per attaccare le truppe nemiche, che erano molto più numerose dei suoi soldati. Questo sbilanciamento numerico generò molti dubbi nei suoi fedeli soldati, che cominciarono a mostrare evidenti segni di paura.

Perciò, il guerriero decise di fermarsi per pregare in un tempio, da cui uscì informando le truppe che aveva intenzione di interrogare il destino. Avrebbe gettato una moneta: se fosse uscita la testa, lui ed i suoi uomini avrebbero proseguito e sicuramente vinto, altrimenti sarebbero stati battuti dal nemico. Uscì testa e l’entusiasmo dei soldati fu così grande che vollero subito correre incontro al nemico, che fu sconfitto, nonostante la superiorità numerica.

Dopo la battaglia, un soldato disse al guerriero “È proprio vero: nessuno può cambiare il destino” e lui, mostrandogli una moneta con due teste, annuì.

Ecco alcune domande di coaching:

–        Qual è la tua battaglia?

–        Chi sono i tuoi soldati?

–        Quali scelte faresti se uscisse testa?

–        Qual è la tua moneta a due teste?

–        Dove trovarla?

–        Come fare uscire sempre testa?

–        Immagina ed assapora la tua vittoria: come ti senti?

  

  

  

  

  

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