Trova l’errore

on BLOG, career coaching, coaching 20 mar, 2014

trova l'errore

È troppo facile. Tanto facile quanto inutile.

Parlo della ricerca spasmodica e della conseguente soddisfazione nel rimarcare l’errore altrui, senza saperne fare di meno o di minori. Parlo del giudizio tranchant senza mai sporcarsi le mani, del mettersi in cattedra senza sapere, potere e voler fungere da modello, dell’autoproclamarsi ad oltranza giudice di gara. Parlo del salire ncopp’o cerasiello, come diciamo a Napoli. Si dice che in Italia, la mattina dopo una partita della nazionale, ci sono sessanta milioni di allenatori che discettano; personalmente questo atteggiamento l’ho riscontrato, con frequenze variabili, in tutti i Paesi in cui ho avuto modo di lavorare.

Si tratta di una degenerazione, frustrante sia per chi ne è vittima, che per chi assiste alle scenette, che sono sempre uguali: c’è sadismo, infantilismo, superficialità e molto spesso anche falsa commiserazione. Anche io, che non so disegnare, potrei trovare decine di errori negli affreschi della Cappella Sistina oppure, non conoscendo la musica, commentare delle sbavature in un live di Petrucciani. Non servirebbe a niente; ripeto: troppo facile.

Perché ne parlo? Perché nelle ultime settimane ho assistito, in contesti diversi, a vari processi, critiche assurde, magari anche convocando “testimoni”. Gli effetti? Disastrosi: ci vogliono mesi per rimotivare le persone, per far riacquistare loro stima, dedizione, proiezione, attaccamento al ruolo e all’azienda. È possibile che lo scrupoloso Torquemada di turno, magari investito di responsabilità, non si renda conto di ciò, di quanto – volendo restare solo su un piano di performance aziendali, senza arrivare a conclusioni di comportamento, rispetto e etica – il suo fare sia dannoso per l’azienda? E qui torno su un concetto a me carissimo: il role modelling, già trattato in un post. Questo atteggiamento rischia di diventare L’atteggiamento, la cifra di un modo di gestire persone, progetti, risultati, crisi, con effetti deleteri per l’intera organizzazione.

Ti è mai capitato di assistere a una di queste ricerche dell’errore?

Cosa hai provato?

Se, invece, ne sei stato l’autore, cosa rifaresti di diverso, avendo letto il mio post?

  

  

  

  

  

2 Responses to “Trova l’errore”

  1. Michele Pianese scrive:

    Questo atteggiamento perennemente critico, direi disfattista, è molto frequente ed io lo constato frequentemente in ospedale. Secondo me è dovuto ad un’insoddisfazione di fondo causata da scarsa remunerazione e scarsa motivazione. Sono ambedue legate alle condizioni precarie in cui versa l’azienda e a una politica aziendale che non valorizza i singoli. È come stare in viaggio su una nave in un viaggio lungo e scomodo, col mare agitato e senza una meta o un approdo in vista. Prima o poi si va in “burn out” e si comincia a imprecare contro la nave o il capitano, così come con gli,altri marinai.

  2. Carissimo Michele,
    grazie molte per il tuo contributo. Le tue parole mi rimandano subito alle giornate trascorse in ospedale per le valutazioni del rischio di stress lavoro-correlato. Sicuramente il contesto ospedaliero è duro e “scomodo”, ma sono fermamente convinto che una classe dirigente sensibile a queste tematiche e consapevole degli effetti dei propri atteggiamenti può fare la differenza.

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