Un manuale per cambiare vita col coaching: “Co-Active Coaching”

on BLOG, coaching, trasformazione 3 ott, 2012

Cambiare vita col coaching: “Co-Active Coaching”

Oggi vi voglio parlare di un manuale di coaching estremamente utile e ricco, sia gli appassionati del coaching, sia per chi pratica o si appresta a praticare la professione del coach. Il libro – che non a caso ho definito nel titolo un “manuale per cambiare vita col coaching” – si intitola“Co-Active Coaching, new skills for coaching people towards success in work and life” di Laura Whitworth, Karen e Henry Kimsey-House e Phillip Sandahl, edito da Nicholas Brealey Publishing.

Perché ve lo consiglio? Perché il godibilissimo testo offre numerosi strumenti e metodi per gestire al meglio una sessione di coaching, sia essa corporate o personal. Uno dei quattro pilastri del co-active coaching è proprio il rivolgersi alla vita del cliente nella sua interezza; conseguentemente, vengono meno le distinzioni tra interventi corporate e life. Gli altri tre pillar meritano ovviamente di essere ricordati: (1) il cliente è integro e pieno di risorse, (2) egli definisce l’argomento della sessione ed (3) il coach “dances in the moment”.

Basta pensare ai capisaldi del co-active coaching per capire che il testo trasferisce utili strumenti per cambiare vita. Gli autori, infatti, distinguono due agende del coachee:

–          l’agenda con la “a” minuscola, che è rappresentata dalla singola sessione con il proprio problema da risolvere ed il conseguente piano di azioni;

–          l’agenda con la “A” maiuscola, che è rappresentata dalla ricerca di appagamento, equilibrio e processo dinamico. Praticamente l’agenda relativa alla vita stessa.

La competenza che il testo riesce a trasmettere al lettore con assoluta facilità è quella di utilizzare più punti di vista, per ampliare le possibilità del cliente, per allontanarlo dall’impasse ed aiutarlo a cambiare vita, abitudini o relazioni. Ovvero a migliorare la sua Agenda.

A tale proposito, gli autori propongono un “modello” di conversazione (chiamato balance coaching) da utilizzare con clienti “bloccati”, che verte su una sorta di brainstorming di prospettive. Se ne generano a iosa, facendo sperimentare al coachee svariati punti di vista diversi, che permettono a loro volta di farlo approdare ad una nuova visione del problema e ad un piano di azioni appena prima inimmaginabile.

Un altro “modello”, il process coaching, invece, è da utilizzarsi quando il coach intuisce o nota delle grandi emozioni sotterranee, che il coachee non riconosce o non vuole affrontare. Se il coachee dà il permesso e se il rapporto tra coach e coachee è profondamente improntato sulla fiducia e sull’assenza di giudizio, il modello permette di far avvenire veri shift ed aiuta il cliente a non censurarsi.

Oltre a questi due esempi, il libro espone numerose altre tecniche.

Le qualità che associo più immediatamente a questo manuale sono la facilità di lettura e la generosità. Gli autori dimostrano un autentico talento nella divulgazione e nella trasmissione di tecniche di cambiamento ed evoluzione, accompagnate da una messe di consigli e di metodi per allentare la tensione nel coach, consentendogli di danzare nel rapporto e di essere efficace. Al libro è inoltre allegato un cd, contenente la registrazione di alcune sessioni di coaching ed i files pdf di altre risorse come esercizi, schede, elenchi di domande, visualizzazioni, homework, ecc.

Il testo può essere utilizzato con profitto per effettuare del self coaching.

Consiglio caldamente la lettura di “Co-Active Coaching”,anche se – a mio avviso – è opportuno affiancargli altri manuali,che siano incentrati non sulla singola sessione, ma sull’organizzazione di un intero e coerente percorso di coaching.Su questo aspetto tornerò tra non molto con un’altra recensione.

Hai già letto “Co-Active Coaching”?

Cosa ti ha colpito di più?

Vuoi sapere come si gestiscono sessioni di balance coaching o di process coaching?

  

  

  

  

  

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